L'importanza di valorizzare lavoro e merito dei giovani studenti:Con i giovani studenti dell'Istituto Tecnico Statale “G.G. Marinoni” di Udine

01.01.2021
Redazione ORA

L'Osservatorio ha evidenziato come particolarmente meritevole il progetto dei giovani studenti dell'Istituto G.G. Marinoni di Udine. Guidati dai loro docenti gli studenti si sono impegnati a progettare una nuova vita per un appartamento confiscato a un privato come frutto di azioni illecite, con il fine di riconsegnare il bene alla comunità che lo utilizzi per fini leciti. La collaborazione con Osservatorio ha preso forma quando il progetto è stato inserito come utile esempio nel testo del manuale propriamente incentrato sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità.

In riferimento al Progetto, riceviamo e pubblichiamo:

Progetto Scolastico PON di educazione alla legalità incentrato sul recupero e la valorizzazione sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata

Studenti attivi per la valorizzazione del patrimonio culturale

 

"L’ITTS G.G. Marinoni di Udine, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (PON-FSE - 2014-20) del Miur, “Per la Scuola – competenze e ambienti per l'apprendimento”, è stato autorizzato dal MIUR a realizzare nell’anno scolastico in corso un progetto, denominato “Studenti attivi per la valorizzazione del patrimonio culturale”, che si propone di coinvolgere gli studenti in un’attività progettuale di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata per favorirne il riutilizzo e la restituzione sociale.

In particolare i ragazzi dell’indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio, nell’ambito del modulo “Legalità agita”, sono stati chiamati a presentare un’ipotesi progettuale di recupero e riqualificazione di un immobile confiscato, assegnato al Comune di Udine, da valorizzare nell’ambito della nuova destinazione d’uso di residenza protetta.

La finalità di questa iniziativa è duplice: creare le condizioni per sviluppare competenze tecnico professionali coerenti con il percorso di studi, e, nello stesso tempo, promuovere competenze di cittadinanza agita in una prospettiva di “valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico come bene comune e potenziale per lo sviluppo democratico del paese”.

Il modulo formativo infatti, in un contesto laboratoriale di collaborazione e di confronto fra studenti, docenti e istituzioni pubbliche su temi di natura squisitamente tecnica, costituisce occasione di riflessione sui contenuti valoriali delle attività proposte, cosi come individuati dall’Associazione Libera, ovvero:

  • "il riportare al "bene comune" le ricchezze acquisite in maniera illegale significa rafforzare le azioni di prevenzione e repressione della criminalità organizzata;
  • i beni confiscati, oltre ad avere un valore economico intrinseco da riutilizzare socialmente, costituiscono testimonianze culturali della bellezza dell'etica pubblica;
  • la loro valorizzazione può essere un punto di partenza per la riqualificazione del contesto culturale, sociale e urbano dei territori.”

In tale prospettiva il percorso proposto, avvalendosi della collaborazione dell’Osservatorio regionale antimafia, costituisce un’importante azione per la promozione e la diffusione della cultura della legalità e l’educazione alla cittadinanza responsabile, in sintonia con l’impegno compiutamente espresso dalla Regione FVG che, nell’istituzionalizzare, con la l. n. 21 del 9/2017, l’Osservatorio stesso, gli attribuisce espressamente un ruolo attivo nelle “iniziative, rivolte agli studenti di ogni ordine e grado, che contribuiscano all’educazione alla legalità e allo sviluppo dei valori costituzionali e civici”.

A tale iniziativa L’Osservatorio ha altresì concesso il proprio patrocinio.

Il 30 novembre scorso, nell’Aula Magna dell’IT Marinoni di Udine, i membri dell’Osservatorio regionale antimafia dott. Michele Penta, dott.ssa Luana De Francisco e avv. Maila Gualteroni hanno incontrato gli studenti dell’ITS Marinoni di Udine nell’ambito del un progetto.

L’incontro rientra nel quadro della collaborazione, assicurata dall’Osservatorio, per la realizzazione di questa iniziativa scolastica.

Ed è proprio in questo contesto educativo che si è svolto l’incontro al Marinoni, in cui ogni relatore si è confrontato con gli studenti su distinti temi.

Il coordinatore dott. Penta, dopo aver svolto una breve analisi sulle caratteristiche delle organizzazioni mafiose e sulle specificità delle loro attività criminali, ha evidenziato il principale compito dell’Osservatorio in regione: monitorare la presenza della criminalità organizzata sul territorio, anche e in specie nelle sue connotazioni in apparenza meno evidenti all’opinione pubblica, per poterne cogliere le dinamiche, e promuovere “interventi di prevenzione e di contrasto del fenomeno sempre più attuali ed efficaci”.

La dott.ssa De Francisco ha focalizzato il suo intervento sul carattere silente del fenomeno mafioso al nord est, che emerge palesemente solo nelle indagini giudiziarie e nella cronaca giornalistica processuale, ma che può insinuarsi in forme più subdole e meno riconoscibili, anche a causa dell’assenza di consolidati “anticorpi” sociali e della “copertura” di politici e imprenditori.

Ha suscitato interesse tra i ragazzi, in particolare, la vicenda giudiziaria, narrata dalla giornalista del Messaggero Veneto, che ha portato alla confisca dell’attico nel palazzo Moretti di Piazzale Osoppo che, attualmente messo in affitto, vedrà nuova vita grazie alla proposta degli studenti del Marinoni che, come si è detto, hanno assunto il compito di riprogettarlo per farne un luogo con destinazione sociale.

L’avv. Gualteroni si è infine soffermata sugli aspetti giuridici delle strategie di contrasto alle mafie, facendo riferimento alla legislazione antimafia, che oggi consente di attaccare i patrimoni di formazione illecita delle organizzazioni criminali per una finalità di grande significato democratico: la restituzione sociale dei beni confiscati. Molto importanti i valori sottesi a tale obiettivo: si indeboliscono in modo concreto le organizzazioni criminali, si afferma in modo visibile il principio di legalità negli stessi luoghi in cui la mafia esercitava prima il suo potere, si sconfigge il falso mito dell’invincibilità della mafia perché si dimostra che l’azione repressiva dello Stato, rivolgendosi non solo nei confronti delle persone responsabili delle attività criminali ma anche contro le loro ricchezze, oltre a provocare un ingente danno economico alla malavita organizzata, può efficacemente incidere sull’immagine e sull’autorità degli esponenti della stessa nel territorio in cui operano.

Si è trattato quindi di un bellissimo e significativo incontro di approfondimento e di confronto che si è tradotto in un sentito invito ai giovani ad impegnarsi in prima persona per la promozione della cultura della legalità e la diffusione dei valori civili."